Mobirise

Carboidrati e dipendenza

 Perché siamo così tanto dipendenti da un consumo eccessivo di carboidrati, cosa succede quando li mangiamo? Da dove nasce la fame nervosa e perché è così 'difficile controllarla?


Sono tre i macronutrienti responsabili della produzione di energia (espressa dalle molecole
di ATP prodotte) e del metabolismo, queste sono i glucidi, i lipidi e i protidi, in altri termini
sono gli zuccheri, i grassi e le proteine, tutti nutrienti contenuti nei prodotti alimentari. Nel
libro “Elementi fondamentali per un ampliamento dell’arte medica secondo le conoscenze
della scienza dello spirito” di R. Steiner e Ita Wegman ognuno di questi macronutrienti ha
un ruolo ben specifico nell’organizzazione dei corpi sottili dell’uomo per cui i glucidi
(soprattutto il glucosio) servono materialmente per organizzare l’IO, “…dove si forma dello
zucchero, l’organizzazione dell’io agisce nel senso di orientare la corporeità subumana
(vegetale, animale) verso l’umano”, inoltre lo zucchero si muove per il corpo tramite il
sangue che quindi porta l’organizzazione dell’IO nella struttura fisica ed eterica umana che
s’impegnano fortemente a trattenerlo in sé, fino a che si verifica questa organizzazione
non si ha eliminazione di zucchero nelle urine. Per quanto riguarda le proteine (protidi)
queste hanno il compito, durante le fasi digestive, di abbandonare la loro struttura iniziale
e mettersi al servizio delle forze formatrici legate al corpo eterico dell’organismo che le sta
digerendo, per andare a formare il corpo eterico di quest’ultimo. I lipidi invece svolgono il
loro ruolo nella produzione di calore interno, che fa parte dell’organismo fisico, ed è grazie
a questo calore che le forze formatrici del corpo umano svolgono il loro ruolo.
La qualità dei macronutrienti che ingeriamo determina i processi di utilizzo, degradazione
e trasformazione che avvengono durante le fasi digestive, una bassa qualità alimentare
pone le basi per lo sviluppo di malattie a carico dei diversi organi, soprattutto del sistema
digerente.
Per quanto riguarda i carboidrati questi vengono suddivisi tra semplici e complessi, nel
momento in cui vengono ingeriti iniziano ad essere digeriti a livello delle ghiandole boccali
e successivamente a livello gastrico, quando sono stati convertiti in glucosio (lo zucchero
base utilizzato per la produzione di molecole energetiche a livello cellulare) vengono
immessi nel circolo ematico e trasportati nei diversi distretti (tessuti). Questo procedimento
ha dei tempi di svolgimento medio- lunghi, che sono rispettati solo con l’ingestione di
piccole quantità di carboidrati sia semplici che complessi nello stesso pasto. Gli alimenti
industriali contengono un livello estremamente elevato di zuccheri semplici che hanno
tempi di digestione molto brevi (nell’arco di 15 minuti avviene un velocissimo innalzamento
del livello di zuccheri nel sangue), ciò rende l’organizzazione dell’io debole ed incapace di
svolgere le sue attività a livello fisiologico (non ha materialmente il tempo di svolgere i suoi
compiti), inoltre si instaurano dei fenomeni di dipendenza dal cibo spazzatura sia perché
l’IO non è organizzato e responsabile del corpo fisico sia perché a livello cellulare si
instaurano dei processi di ipo e iperglicemia nell’arco di pochi minuti che stancano l’IO
rendendolo incapace di recuperare energia dalle sue risorse, ciò causa una costante
richiesta di nutrienti dall’esterno, ovviamente a base di zuccheri, da qui la dipendenza. A
lungo andare questo fenomeno causa notevoli difficoltà a prendere decisioni mature e
responsabili “so che mi fa male ma non riesco a resistere”, il sistema nervoso è infatti
quello che maggiormente risente di questi costanti sbalzi glicemici. L’industria alimentare
da parte sua non ha fatto altro che incrementare i prodotti contenenti zuccheri sotto
diverse forme, andando soprattutto a denigrare l’utilizzo dei grassi (dagli anni 60 i prodotti
definiti light, cioè senza grassi, sono aumentati in modo esponenziale senza però portare
un reale decremento delle malattie metaboliche), tutto questo perché i grassi di buona
qualità hanno una conservabilità minima, saziano subito e non causano dipendenza, a
differenza degli zuccheri (primi fra tutti gli sciroppi) presenti in tutti i prodotti da forno

industriali. Tutto questo accompagnato da una dipendenza fisiologica, che rende
esternamente difficile il cambio di alimentazione.
Soluzioni: primo fra tutto selezionare il più possibile il carboidrato che si vuole ingerire,
chiedersi come è stato ottenuto e da dove arriva, secondo cercare di definire la fame
nervosa che prende in alcuni momenti e provare piano piano a calmarla diversamente:
camminare, respirare più profondamente, bere acqua in modo consapevole; impiegare
almeno 1 ora in più la prossima volta al supermercato e bandire dal carrello tutti quegli
alimenti che contengono sciroppo di qualche zucchero (solitamente fruttosio-glucosio o
simili) anche se sono contenuti nei biscotti preferiti di tutta la famiglia!